Scritto da Finanziamenti e Prestiti • Giovedì, 29 luglio 2010 • Categoria: prestito on line
Sapete quale è una tra le più diffuse forme di prestito personale scelta dai lavoratori dipendenti? E’ la cosiddetta “cessione del quinto”, il prestito personale con cessione del quinto dello stipendio. I vantaggi di questa formuladi prestito personale sono diversi.
Non è detto che tutti ne siano a conoscenza andiamo ad indagarne qualcuno. Con l’aiuto di Professione Prestiti.
il prestito personale con la cessione del quinto è… facile! A questo prestito personale si accede facilmente, perché è un diritto di ogni lavoratore dipendente che percependo uno stipendio abbia accumulato il TFR.
Ma Professione Prestiti aggiunge altre qualità a questa formula di prestito personale: essa è “garantita”, perché coperta da un’assicurazione rischio vita e rischio impiego; “discreta”, perché non vuole sapere che ne farete dei soldi ottenuti, ma ve li presta, e basta; “agevole”, in quanto non necessita di garanzie aggiuntive.
Anche i protestati, o coloro che sono considerati insoluti, possono accedere a questo prestito personale, mentre dall’altro canto la dilazione delle rate di rimborso è molto flessibile, da uno a 10 anni, in modo da non “soffocare” il contraente.
Cosa offre, più nello specifico, Professione Prestiti con il suo prestito personale è presto detto: importi da un minimo di 2.500 e fino ad un massimo di 70.000 euro anche a protestati e pignorati.
Rimborsi con comode rate mensili, da 12 a 120 mesi.
Rata e tasso saranno poi fissi per tutta la durata del prestito personale.
Il rimborso del prestito personale ottenuto, infine, avverrà tramite rimborsi automatici, tramite trattenuta di una parte dello stipendio mai superiore alla quota del 20% dello stesso (ecco il perché del nome “Cessione del Quinto”).
Fonte
Rimborsi con comode rate mensili, da 12 a 120 mesi.
Rata e tasso saranno poi fissi per tutta la durata del prestito personale.
Il rimborso del prestito personale ottenuto, infine, avverrà tramite rimborsi automatici, tramite trattenuta di una parte dello stipendio mai superiore alla quota del 20% dello stesso (ecco il perché del nome “Cessione del Quinto”).
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